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La forma mentale dei telerincoglioniti

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Iacopo67
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"La forma mentale dei telerincoglioniti"

Mie osservazioni e considerazioni sul perchè tanta gente sembri così succube nei confronti dell'informazione ufficiale.

Ragazzi mi devo sfogare.
Perchè non ne posso più della gente che crede d'aver capito l'essenza delle cose poichè "vede regolarmente il TG e legge il giornale" perciò è informata e guai a contraddirla.
Perciò scrivo questo articolo.

Sono un artigiano di 45 anni e ho scoperto l'informazione indipendente su internet solo tre anni fa; le cose che scoprivo leggendo questo tipo di informazione mi sembravano importanti ma poco conosciute, per cui ho sentito l'impulso di parlarne con le persone che conosco e con cui ho più confidenza, che sono persone per lo più legate al mondo dell'arte, scultori in particolare, visto che io sono di mestiere uno stampatore di statue.
Queste persone in genere hanno una buona cultura e anche una certa apertura mentale, per cui mi aspettavo un certo interessamento di fronte a queste tematiche, ma devo dire che alla fine sono rimasto abbastanza deluso.
Infatti queste persone in generale tendono a non credere a questi argomenti o a sminuirli, più di quanto non avrei pensato, e questa cosa mi ha anche un pò incuriosito, e mi ha fatto riflettere.

Ricordo che una volta, da bambino, vidi una trasmissione in TV che parlava brevemente di un popolo che aveva subito un'invasione da parte di un altro popolo, ma poi parlò a lungo del terrorismo messo in atto da parte di chi aveva subito l'invasione, in tono di condanna, e non capivo perchè ci doveva essere questo tono di condanna nei confronti di chi l'invasione l'aveva subita, ma siccome era un tema che non conoscevo, pensavo che ci doveva essere qualcosa che mi era sfuggito o avevo capito male.
Ma intanto perlomeno un dubbio l'avevo avuto, ed ero solo un bambino, e non avevo mai letto niente di queste cose.
Invece mi sorprende vedere tanta gente adulta aderire senza quasi un minimo sforzo critico a tutto quello che afferma l'informazione ufficiale.

Ma come mai le cose stanno in questo modo ?
Non sono uno psicologo, e l'argomento non è neanche facile veramente, però osservando le reazioni e le risposte delle persone con cui ho parlato di queste cose, ho notato un paio di cose, la prima più ovvia, l'altra un po' meno, credo.

UNA DIVERSA STRUTTURA DELLA MENTE

Quali sono i meccanismi mentali che portano queste persone a risposte così diverse ?
Sembra come se le nostre menti siano strutturate in maniera differente, se fossimo dei computer direi che stiamo usando diversi sistemi operativi. Credo di aver notato che non puntiamo sulle varie capacità intellettive in egual misura, ma ognuno ne sfrutta alcune più di altre, per esempio alcuni sfruttano di più la memoria e l'intuito, altri si basano maggiormente sul ragionamento, sulle connessioni logiche.
Queste differenze potrebbero spiegare in parte perchè le persone abbiano una diversa predisposizione per le diverse attività umane, o perchè i ragazzi a scuola eccellono in materie differenti.

Una volta lessi che pittori e scultori (quelli veri, che sanno modellare o dipingere bene) hanno una grande memoria visiva; io ho constatato che in genere hanno anche una buona cultura, magari conoscono un pò di filosofia, o sanno suonare qualche strumento musicale, o conoscono delle lingue straniere. Però diverse volte ho anche constatato che non sono fortissimi in matematica, o in certe cose che richiedono una razionalità quasi meccanica, come l'organizzazione del lavoro.

Quando parlo con loro, per esempio di politica o economia, diverse volte ho avuto la sensazione di come, nel giudicare le cose, essi facciano affidamento alla propria memoria, più che al senso della logica.

Magari la radio dà una notizia curiosa, io mi metto a pensare se possa essere una notizia plausibile, e dopo un poco lo scultore, che anche lui ci stava riflettendo, dice: "Questa cosa non l'avevo mai sentita dire."
Io stavo cercando un nesso logico, lui aveva fatto un'elaborazione di memoria.

Ma come fanno queste persone a farsi un giudizio delle molte cose del mondo ? Come fanno, se non usano la logica come principale strumento ? Semplicemente sembrano adottare l'opinione della maggioranza, oppure l'opinione di qualcuno di cui istintivamente sentono di potersi fidare. E' quindi un processo basato su memoria, istinto e fede.
La logica rimane in secondo piano.
Sono persone che tendono ad essere un po' acritiche, senza offesa, diciamo con una relativamente bassa capacità analitica dei fatti.
Non sto dicendo che siano degli idioti; sono persone che hanno anche delle qualità, intelligenza e cultura, e hanno avuto successo nella vita, sicchè nel complesso sono certamente tutt'altro che stupidi.
Tuttavia nella loro mente sembra relativamente carente l'analisi di causa ed effetto delle varie situazioni, mentre mi pare dominarvi la memoria, per esempio quella dei tanti telegiornali e trasmissioni con la loro propaganda di parte.
Per questo essi arrivano alla conclusione, solo per dirne una, che un certo popolo che ha subìto un'invasione è un popolo di cattivi terroristi senza se e senza ma;

A volte nei siti di informazione indipendente si legge qualcosa come "E' ovvio che le cose stanno così e cosà, sveglia, gente, sveglia !!!".
Il fatto è che queste persone proprio non possono svegliarsi. Non hanno i giusti mezzi mentali.
Possono essere indotti in errore perchè non sempre la maggioranza, di cui sembrano adottare l'opinione, ha ragione, così come non sempre una persona che ispira fiducia la racconta giusta..
Nel caso poi particolare della politica e dell'economia, noi sappiamo bene che ci sono sforzi enormi da parte degli uomini potenti per manipolare l'opinione pubblica a proprio vantaggio; per cui nei mass media le voci dominanti sono quelle dei più forti, che presentano i fatti nel modo che gli torna più comodo, deformando più o meno la realtà.
Queste notizie, fatte rimbalzare fra i vari mass media, ripetute più volte, finiscono per essere assorbite dalle menti meno critiche, che l'accettano con un atto di fede.
Perchè l'ha detto quel giornalista famoso e rispettabile, tutto vestito per bene, che sa parlare così bene, proprio sul TG nazionale, e poi magari l'ha detto anche la radio, c'era anche sul giornale, allora non si scappa, grosso modo la verità deve essere proprio quella lì : " L'euro ci ha salvati", "La banca centrale è bene che sia indipendente", "i vaccini non fanno male","neanche gli OGM" e così via, bugie su bugie ben confezionate e ben presentate, grazie ai soldi dei potenti, che si imprimono nelle menti degli acritici.
Se poi un poveraccio dice la verità, senza avere grandi mezzi, e magari questa persona non ha neanche la presentabilità, l'eloquenza e l'eleganza di chi parla in televisione, questo finisce col rimanere istintivamente poco credibile per gli acritici. Siccome poi, come ho ipotizzato, gli acritici giudicano le cose non tanto con la logica ma con un procedimento basato sulla memoria, il fatto di trovarsi davanti un volto sconosciuto, che dice cose mai sentite prima, per quanto sensate, rende questi acritici estremamente diffidenti, non trovando essi riferimenti mnemonici a cui appigliarsi, e non essendo capaci di percepire che il discorso ha una sua logica, e sta in piedi.

Ma non si tratta solo di questo. Credo di aver notato qualcos'altro che va al di là della scarsità della capacità di giudizio.

UNA SOCIETA' GRATIFICANTE

Noi siamo animali sociali, e le nostre vite sono strettamente correlate con quelle degli altri, ma non in maniera simmetrica.
Alcuni riescono a collocarsi nella complessa griglia della società in posizioni pi
ù gratificanti, a livello economico, a livello umano, e riescono ad avere di più dalla vita dando di meno, non semplicemente in termini di denaro, ma in senso più ampio, anche di rispetto, amicizia, affetto.
Altri più sfortunati, al contrario, si ritrovano a dover dare di più ai propri simili ed essere ricambiati con poco.
I primi, chiaramente, si avvantaggiano, in misura variabile, a spese dei secondi.
Questo vale per tutto l'insieme delle relazioni che abbiamo con gli altri.
Vale per tutti noi umani, perchè nessuno sfugge a queste relazioni di dare e avere col prossimo.

Queste persone magari si rendono conto che il loro proprio vantaggio potrebbe essere al tempo stesso uno svantaggio per altri, per cui si costruiscono una filosofia di vita che giustifica il proprio comportamento e non li fa sentire in colpa: "Ma io mi sono dato da fare", "E' il mondo che è fatto così, bisogna adattarsi alle sue regole", "E' la selezione naturale, la legge della natura; i forti sopravvivono, i deboli soccombono, non c'è nulla di male in questo", o magari per chi è credente, "E' Dio che mi ha fatto forte, intelligente, bello (o bella), quindi è volontà divina che io debba avere più degli altri dalla vita, non devo farmene un problema".

Chi in questo gioco di relazioni finisce col rimetterci, poco o tanto che sia, in un certo senso è uno sfruttato dagli altri umani con cui ha a che fare, chi invece ci guadagna è più o meno parassita di questi altri umani.
Ed ognuno di noi sarà più o meno soddisfatto o infelice di come è inserito in questa complessa ragnatela sociale del dare e dell'avere.
Si può intuire facilmente che le relazioni di sfruttamento, ( quelle relazioni non paritarie, dove una parte si approfitta dell'altra) anche se in generale sono vituperate, in realtà non sono detestate da tutti: sono logicamente detestate più che altro da chi lo sfruttamento lo subisce.
Invece le persone che si avvantaggiano e stanno meglio grazie a queste relazioni, possono essere soddisfatte e quindi accettare e anzi sostenere con entusiasmo l'esistenza di questa ragnatela di relazioni con gli umani da cui traggono profitto.
Queste persone non sono soltanto i potenti della terra, perchè chiunque in linea di massima può avvantaggiarsi sul prossimo.
In questa disgraziata umanità siamo talmente interconnessi e interdipendenti gli uni con gli altri e c'è tra tutti noi un tale scambio di beni di ogni genere che si finisce con un così completo rimescolamento che alla fine nessuno ha quello che merita, c'è chi ha troppo poco, e chi troppo.
Proprio l'intricata e multiforme ragnatela delle relazioni sociali permette questa accentuata disuguaglianza.
Gli animali, creature più semplici dell'uomo, non mettono in pratica queste relazioni con la stessa complessità e perversità.
Una tigre non può sfruttare le altre tigri. Avete mai visto una tigre ricca ?

Ma cosa c'entra tutto questo con l'essere succubi dell'informazione ufficiale ?
Ora ci arrivo, può sembrare un ragionamento sottile, ma credo invece che si tratti di una importante motivazione psicologica.

L'insieme di queste persone relativamente soddisfatte e avvantaggiate nei rapporti con gli altri e con la società, tenderà quanto meno a voler mantenere questo stato di cose, e sarà ben disposto ad accettare la struttura della società così com'è, in linea di massima.
Perchè mai infatti dovrebbe condannare o peggio voler cambiare una società che lo ha premiato facendolo stare meglio di tanti altri ?

Gli scultori per cui lavoro sono persone affermate nel loro mestiere, guadagnano abbastanza bene, alcuni lavorano o hanno lavorato anche per personaggi importanti o famosi, o per governi, o per il Vaticano.
Sono persone stimate, rispettate, e anche i clienti importanti sono di solito gentili e ossequiosi con loro. Non hanno avuto problemi a farsi una casa e mettere su famiglia, e la sicurezza di un buon lavoro certamente influisce positivamente anche nei loro rapporti familiari. Insomma, sono persone che in questa società hanno avuto successo. Ci si trovano bene in questa società che li ha dichiarati vincitori, ci sguazzano soddisfatti, perchè mai dovrebbero contestarla ?
Ne gustano i suoi vari aspetti, vanno a teatro, al concorso cinofilo, in vacanza in località ricercate e originali.
Il giorno del centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia ti mettono magari la bandiera italiana a sventolare sopra il tetto di casa, e ti sparano l'inno di Mameli a tutto volume del loro stereo, perchè bisogna celebrare gli eventi.
Manifestazioni che sottolineano il desiderio di mescolarsi, legarsi, a questa società, per essi tanto gratificante.

Per questo tendono, in linea di massima, ad accettare anche l'informazione ufficiale, nelle sue varie forme, perchè anch'essa rappresenta una delle emanazioni di questa società da loro amata.
Di converso rifiutano istintivamente l'informazione indipendente o complottista, talvolta ancor prima di sapere di che si tratta, perchè puzza di sovversivo, di rivoluzione, di condanna verso questa società.
Ne rimangono infastiditi, non sempre, ma il più delle volte.
Non accettano l'idea di qualcosa che possa anche solo teoricamente mettere in pericolo il loro guscio dorato, questa società con i suoi intrecci di relazioni umane che li privilegia e li fa godere.
Per loro la società fondamentalmente va bene così com'è.

La predominante sensazione di sfiducia o diffidenza che spesso trapela dall'informazione indipendente, già solo quella, non ispira molto chi, in linea di massima, trovandosi più o meno bene nelle relazioni con le altre persone, potrebbe trovarla eccessiva e poco comprensibile alla luce della propria esperienza personale.
L'umanità fondamentalmente non è cattiva. Facile crederlo se nella vita hai avuto la fortuna di essere stato rispettato ed amato, se hai avuto anche più di quello che hai dato.
Questa è una motivazione psicologica, inconscia e irrazionale, ma credo che effettivamente ci sia una qualche motivazione di questo tipo.

Iacopo67


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Noumeno
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Il discorso tipico dello schiavo http://www.nuovapsicologia.it/2010/01/il-discorso-tipico-dello-schiavo/


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Anonymous
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Il discorso tipico dello schiavo http://www.nuovapsicologia.it/2010/01/il-discorso-tipico-dello-schiavo/

Scusa ma sono un disistimatore di Silvano Agosti quindi la mia critica è rivolta a lui non a te.
Ho visto qualcosa dei suoi film, ho sentito sue interviste e l'impressione è sempre stata quella che ho avuto anche col filmato che hai linkato cioè di uno che di persona mi starebbe pesantemente sul kaiser.
Mi stupisco come la gente non si accorga di che testa di cazzo sia quell'uomo (absit iniuria verbis, naturalmente) e soprattutto delle fregnacce gratuite che spara.


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clausneghe
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Posso confermare quanto esposto nell'articolo. Qualche sera fa restai coinvolto in una "rimpatriata" con vecchi amici che non vedevo da anni, in birreria. 🙂 Persone vicine alla sessantina, ma che ancora fumacchiano come un tempo quando erano considerati "er meio de noaltri, dalla piazzetta.
Bene, pensavo di trovare orecchie attente e aperte ai discorsi un poco controcorrente, quelli che vanno sotto l'etichetta di "complottismo" cioè, la Luna e se ci siamo mai stati, l'11 settembre se è stato Bin laden, Le scie chimiche., Haarp e Tesla, Simoncini e il cancro, ecc, ec. Male. Ho trovato sei coglionazzi assolutamente spenti, come zombie vetrificati, salvo reagire quasi violentemente e con fastidio alle mie teorie opponendomi urlando quelle proposte da Bruno Vespa Emilio Fede e tutta la feccia televisiva varia. Notare che queste persone, ormai miei ex amici, sono pesantemente teledipendenti. 😥 p.s. Dimenticavo di aggiungere che costoro votano PD PDL o Lega 😳


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Georgejefferson
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Bravo Jacopo.

Ora pero ti copio incollo un collage di argomenti sui complotti.Non c'e' bisogno che dica chi lo ha scritto.Sembrera che centri poco,invece no:

Sui complotti La terminologia imposta è una delle maniere consuete di drogare il popolo. La parola "complotto" non fa eccezione in ciò.
Nessuno discute mai infatti se lo stesso termine sia lecito, se sia adatto e rispondente, ma passa invece direttamente a discutere appunto degli eventuali "complotti". Il successivo interesse è poi quello di ulteriormente banalizzare il termine, già improprio, e così farlo diventare pressapoco un gruppo di amici che si riunisce in pizzeria a decidere le sorti del mondo. Questo è palesemente inverosimile, e perciò "tutto" sarà inverosimile.
Questo è il meccanismo.
Ma non ci sono mai stati complotti veri e propri, ma invece gruppi di interesse e di potere con mezzi rilevanti che hanno progettato dei cambiamenti di potere. Per fare una Rivoluzione occorrono mezzi iniziali enormi. Soldi, tanti, e persone, e organizzazione, Poi arriva il popolo,ma va instradato, altri soldi e persone, perchè quello da solo fa colazione e va a lavorare, e avrebbe fatto al più la rivolta di condominio, e preso anche qualche legnata, non certo le rivoluzioni, che necessitano peraltro anche di pezzi importanti dello Stato precedente d'accordo a tradire.

Bisogna anche dire un'altra verità,e cioè in più di qualche caso non si partiva da una serie di fatti che giustificassero poi una conclusione, ma da una tesi, meglio se sensazionalistica, giustificata dalla lettura di alcuni fatti, ma l'oscuramento di quelli non concordi, e dal travisamento e anche l'invenzione di altri.
Il fatto è che anche chi ricercava seriamente spesso non si è opposto a queste cose, con l'idea che comunque portassero acqua al mulino della critica alla versione ufficiale, e anche perchè contribuivano indirettamente a fare pubblicità all'argomento. e quindi anche a loro.
In realtà però questo ha fatto sì che la gente non avesse più percezione tra cose serie e cose no. Questo poi è sfruttato da disinformatori soprattutto su Internet per qualunque argomento.
Non potendo controllare l'informazione come sui giornali o TV, cioè selezionando e censurando, su Internet si usa la tecnica dell'inondazione, banalizzazione e soprattutto esagerazione, al fine di screditare ciò che c'è di reale.
Ad esempio se esistono sperimentazioni (ed esistono da anni) con carattere o finalità preoccupanti per la collettività, la TV e i giornali non ne parlano, ma su Internet la tecnica è di affogarli in un mare di esagerazioni e cose campate per aria, strampalate e inverosimili.
Perciò quelle reali, che magari sono gravi ma difficilmente spettacolari, non solo scompaiono a fronte di cose mirabolanti, emotive e che colpiscono l'immaginazione, ma dato che quelle mirabolanti poi sempre vengono esagerate fino al punto che da essere screditate e inverosimili per chiunque, con questo sistema si si ottiene di screditare anche le cose reali.
Si vede facilmente chi è in buona fede o no. Chi fa tanti racconti, tanto colore, tante rivelazioni, ma non mette dati, fonti consultabili, non ha una ricerca dietro, o è uno che cerca di fare qualche soldo, o è un credulone a rimorchio, o è un disinformatore professionale.
Questa società è allevata in modo fanatico-religioso, gli è stata distrutta la logica e la si è abituata da sempre a semplificare.
Quindi da un lato alla fine non gli interessa realmente la verità, ma solo se una cosa è concorde con la sua ideologia e appartenenza, dall'altro qualunque suggestione è in grado di catturarla, qualunque enunciato o sillogismo lo assume, basta che sia ripetuto. E' dovuto questo a un processo lungo di dequalificazione e diseducazione.
Anche quello non casuale ma voluto.

Infatti io non parlo mai di complotti.
Se dico che 4 banche al mondo controllano il 93 per cento dei derivati non è un complotto. Qualcuno magari invece può avere interesse a chiamarlo ossessivamente un complotto, anzi a usare il nome complotto per qualunque cosa non gli vada bene.
Ma non c'è nessun complotto, ci sono i documenti ufficiali.

In logica si chiama straw-man fallacy.
Infatti la stessa parola "complotto" è stata prima creata e imposta.
Tanto la gente non capisce e accetta e ripete sempre.Poi è stata propagandata e inondata di contenuti, i più banali, astrusi, inverosimili e sciatti possibile, senza nemmeno tanto sforzo, anzi col concorso involontario di tanta gente in buona fede, ma grazie l basso livello di cultura e metodologia che è appannaggio della media, e quella anche è stata voluta così negli anni.Infine si discredita questo argomento (falso e appositamente creato), lo straw man appunto, e si ottiene il risultato voluto.

Quindi in origine ci sono analisi, storiche, economiche, sociali, molto precise e documentate. Chiamiamole X. Potrebbero dare fastidio.
Ora noi le banalizziamo e le chiamiamo Y (complotto) e gli affinchiamo una tonnellata di stupidaggini, sempre sotto la categoria Y.
Poi dimostriamo che Y (complotto) sono stupidaggini, il che è ovvio.
Così sparisce X, che era l'obiettivo, e che stupidaggine non era neanche un pò, ma l'abbiamo inglobato in Y oltrechè affogato in un mare di stupidaggini.
Il cittadino di solito non capisce mai niente di tutto ciò e perciò la sua dialettica o polemica sarà confinata a pro Y(complotto) o contro Y, che inconsciamente ha accettato come categoria, e che però comprende un mare di stupidaggini, come voluto.
Una straw-man fallacy classica usata in comunicazione.

Questa storia dei "complotti" di società più o meno segrete è sparsa a piene mani, coi Bildeberg, l'Aspen, il CFR, la Trilaterale, gli Skull & Bones ecc...Che di segreto o complottista non hanno poi molto.
ll passo successivo è affiancare e associare a questi club o lobbies, gli UFO, i rettiliani, i marziani, e in più creare a fianco una serie infinita di nuovi misteri magici pseudo scientifici, immaginifici ecc....creando confusione e falsificazioni della realtà, che viene allargata fin dove si vuole e sconfina così con qualunque fantasia. L'obiettivo è sempre quello del disorientamento, e della conseguente fidelizzazione autoritaria, perfino inconscia.
Ma servirebbero poi terribili "complotti" per spiegare alcune realtà? No.
Andiamo per gradi.
Prendiamo i taxisti: qualcuno dice che i taxisti fanno i complotti?
No, però difendono alcuni loro interessi. Non hanno molto potere, eppure qualcosa sono riusciti a fare.
Andiamo un pò più su e prendiamo i notai: fanno oscuri complotti il sabato sera? Non sembra. Eppure riescono a bloccare da decenni provvedimenti non a loro favore, a tenere un numero chiuso, a riservarsi alcuni (notevoli) privilegi. Fanno i loro interessi di gruppo, non hanno un enorme potere, però un po' più dei taxisti.
Ora prendiamo un'elite primaria, che ha controllo di buona parte dei media mondiali, delle materie prime, del petrolio, dei metalli, del cotone, delle granaglie, di molti settori produttivi, della grande distribuzione ecc...NON TUTTO, ma una porzione importante di questi settori e quasi sempre in grado di fare oligopolio, cioè controlllare quel mercato. Come i taxisti e i notai fanno i loro interessi , così anche loro, solo che loro hanno un potere notevolissimo, molto più dei taxisti o notai, e in grado di influenzare, cooptare o anche corrompere.
Bisogna tenere presente poi che tutti questi settori (materie prime, media, industria, ecc..) il loro controllo, parziale o totale, sta generalmente raggruppato in holding finanziarie, che quindi possiedono le quote, e una sola holding può avere quote di vari settori.
Queste non sono poi così tanto oscure e misteriose, volendo. Nè migliaia. e nemmno centinaia. Tutti i giornalisti che
scrivono articoli che spaziano dal magico all'esoterico al mirabolante e vagano negli spazi della quarta dimensione non si peritano però mai di cercare sulla terra. Non su Venere e Saturno, ma a N.Y. Londra. Zurigo, ecc...e nei nomi di società.
Il giornalista produce queste storie a raffica di maghi e streghe, ma d'altronde se parlasse di cose serie perderebbe il posto all'istante. E non occorre nemmeno toccare quelle più serie, ma basta toccare anche quelle appena di contorno per perdere il posto.


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yago
 yago
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La scienza della comunicazione si occupa di tali argomenti ed è un'arma potentissima. Che le masse possano essre condizioneta dall'informazione è stato ampiamente dimostrato dal nazismo. Ora le teorie si sono evolute e si puo' indurre le masse a consumare coca cola piuttosto che assi di picche colrati e la cosa funziona alla grande. La tv è un mezzo potentissimo di condizionamento mentale e comportamentale e di sicuro non è in mano a sprovveduti.
Smetto di annoiarvi e mi complimento per l'ottimo articolo e la bellissima risposta.
P.s non credo che l'articolo sia stato scritto da un artigiano, è troppo professionale.
Se lo è la cosa è stupefacente.


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illupodeicieli
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@George Carissimo hai ragione però una cosa che ho notato e che sia aggiunge alle osservazioni, all'esperienza di Claus è che numerose persone, non hanno voglia, non dico interesse, ma proprio voglia di sapere e informarsi. Ma neanche di discutere, almeno di cose serie: magari di calcio o di gossip sì, ma quando c'è di mezzo dover seguire un discorso, prestare quindi attenzione, ecco che non hanno voglia. Sone persone che amano il telefilm ma non riescono a seguire un film ...che poi oggi i film li proiettano già tagliati e purgati perchè se durano poco più di un'ora e mezza è già tanto. Non so se questo rifiuto sia imputabile al discorso presentazione di notizie e informazioni, così come alcuni blogger impostano i propri lavori e scritti: avete presente quelli che esordiscono dicendo che "qui si parla di cose serie e importanti"? Ecco che secondo me è un modo per allontanare le persone, un po' come in chiesa se tolgono i canti moderni e impediscono ai fedeli di partecipare attivamente alla funzione, o a scuola tutti fermi e le mani sui banchi. Non funziona o funziona male. Si parla nei commenti di scienze delle comunicazioni: così come a scuola e in fase di apprendimento e in questo le conferenze e i convegni non fanno eccezione e nemmeno la tv, c'è una soglia di attenzione, c'è un momento in cui ti perdi e devi fermarti e interrompere: perciò esistono i conferenzieri, che si fermano e raccontano la barzelletta, annunciano in coffee break o meglio ancora la pausa pranzo. Ritengo quindi che anche la presentazione,così come avveniva ai miei tempi quando presentavo un preventivo o allestivo una vetrina o illustravo un prodotto, è determinante: il che non vuol dire raccontare frottole o balle e ingannare il prossimo, soltanto che per un fatto psicologico le persone si soffermano di più su un argomento e ppartecipano più volentieri se si va incontro loro piuttosto che richiamarle all'ordine. E non ne farei una questione di livello culturale, che ci potrebbe anche essere, ma penso sia una questione di come lavora il cervello.
Con stima
Seb


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Georgejefferson
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Non ti do torto lupo.Quel testo di Mincuo e'molto importante,comunque


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Tonguessy
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Bel ginepraio, Iacopo. Proviamo a districarci.

Le tue osservazioni partono da una considerazione: esistono dei fatti che vengono interpretati in modo molto differente. Perchè? Questa domanda ha senso solo se si capisce prima cosa sia la Realtà. Il che è da quando esiste il Logos che i filosofi si sforzano di definire. Ecco, Logos e Realtà sono intimamente connessi. Questo è il punto da cui devono partire le nostre analisi. Senza Logos non esiste Realtà quindi? E' quasi così. Se non possiamo discuterla (così come hai fatto nella tua brillante esposizione) cosa ne resta della Realtà? I monaci zen chiedevano: un albero che cade senza che nessuno lo ascolti, fa rumore? Cioè: cos'è il rumore (o la Realtà) se non un prodotto del Logos, ovvero della cultura?

Quindi solo la cultura riesce a definire la Realtà, per conto suo indefinibile. Così come solo una descrizione del rumore può rappresentare la caduta di un albero. Ma per rappresentarla occorre che il latore del Logos sia presente con la propria attrezzatura culturale.

Credo che Schopenhauer meglio di altri abbia messo a fuoco questo punto: la Realtà (il Mondo) non è null'altro che un inganno (Maya del buddismo), e la sua rappresentazione è tutto ciò su cui noi possiamo ragionare.

Detto questo: perchè ci sono persone che di fronte ad identici fatti reagiscono in modo così differente? Perchè sono dotate di attrezzature culturali diverse, e diverse culture generano Realtà diverse. L'argomento è circolare e non si può definire una Realtà (o i fatti che la caratterizzano) senza definire contemporaneamente la cultura che la definisce.
Schopenhauer ci descrive come viandanti che osservano un castello con il ponte levatoio alzato: possiamo osservare la realtà da tutti i lati ma non potremo mai entrarci dentro. Ciò che ci permette di osservare il castello del Reale è la nostra cultura. Che contemporaneamente ci tiene lontani dalla Realtà stessa.

Comunque sia non stiamo parlando di Realtà, spero sia chiaro. Stiamo parlando di Rappresentazioni della Realtà. E' tutto ciò che abbiamo se decidiamo di affidarci al Logos.

Quindi: perchè ne parliamo in termini così diversi o a volte antitetici?
Perchè apparteniamo a culture diverse.

Stiamo arrivando al punto: perchè messi di fronte a fatti inequivocabili molte persone negano l'evidenza? Perchè la loro Rappresentazione funziona per ciò di cui loro hanno bisogno. Quindi non c'è bisogno di mettere in discussione tutto con nuove Rappresentazioni.

Questo sposta l'asse del discorso sulla convenienza. Come possiamo definirla? La definiamo in base alla cultura. Ecco, ci risiamo con gli argomenti circolari. Questo è il ginepraio.

Chi ha fatto delle scelte culturali come il rispetto dell'Altro, ha un'idea del tutto diversa della Convenienza rispetto a chi nutre un profondo amore per il proprio Ego o Avere.

E come siamo arrivati a potere ipotizzare che un profondo amore per il proprio Ego/Avere sia un valore fondante per la società? Questo è molto più semplice: perchè le società piramidali sono fondate su queste gerarchie. Negare il valore di queste gerarchie significa negare il valore delle società stratificate. Il che è un buon esercizio finchè rimane nell'alveo delle speculazioni, ma diventa un affare pericoloso quando si passa alla pratica.

Perchè difendere i diritti dei popoli che hanno subito un'invasione è un'operazione mal tollerata? Perchè la Rappresentazione del vincitore è socialmente più conveniente della Rappresentazione del vinto.
E la ggente questo lo sa, e si accoda diligentemente. Quelle quattro stronzate che hanno acquisito non le vogliono mica perdere.
D'altronde chi gestisce la Rappresentazione la arricchisce ogni giorno di nuovi favolosi gadget per renderla sempre più attraente. E gli esperti cui viene affidata la gestione della Rappresentazione hanno migliaia di anni di statistiche a disposizione, con corredo di ottime tecniche di manipolazione e propaganda.

"Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare."
Charles Bukowski


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sandman972
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Concordo grossomodo con il bell'articolo. La sola cosa che stona a mio parere è il riferimento (molto breve) a quello che accade agli animali (le tigri in questo caso), ed al fatto che non siano feroci o discriminatori o sfruttatori di quelli della loro specie. Lo sono altro che, il reietto e lo sconfitto vengono spesso esiliati, o isolati, o gli viene impedito di nutrirsi.
Chi in questa società ci sguazza applica alla perfezione proprio la legge del più forte, presa paro paro dal mondo animale. La sola differenza la fa il contenuto, che nel caso dell'uomo è il potere/denaro/possesso di beni materiali, mentre nel caso degli animali è la mera forza fisica.
Bisognerebbe secondo me evolvere il concetto, e sostenere che invece è proprio dall'animalità di questa legge (in quanto non più semplici animali e quindi in grado di controllare i propri istinti) che dobbiamo estraniarci.
Questione di lana caprina, forse, ma molti si rifanno al mondo animale come esempio, quando in realtà non lo è (almeno da un punto di vista sociale). 🙂


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AlbertoConti
Membro
Registrato: 9 mesi fa
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Quest'ultima osservazione di sandman972 riporta al tema di fondo, che è il rapporto tra conoscenza e convenienza.

La conoscenza non è solo degli umani, ma per gli umani è l'arma più potente. "Arma" dice già tutto sulle qualità dello strumento e soprattutto sullo scopo per il quale viene utilizzato, e quindi si sviluppa biologicamente, secondo una banale logica darwiniana di adattamento ambientale. Tuttavia c'è una differenza con le altre armi biologiche che appartengono a qualsivoglia specie vivente. E' il riconoscimento (uno dei prodotti dell'apparato cognitivo) dell'altro da se, strettamente legato al riconoscimento del se. E da qui nasce un fenomeno del tutto nuovo per il regno animale, la capacità di cambiare punto di vista, fino all'ambizione finale di appartenenza ad un punto di vista "superiore", "oggettivo", "vero", "libero da condizionamenti di parte", "tendente all'infinito dello spazio e del tempo", ecc. ecc. In definitiva un punto di vista divino, religioso, anche oltre la fine delle religioni dogmatiche.

Peccato che la motivazione della convenienza spicciola agisca incessantemente, rinascendo dalle proprie ceneri ad ogni "esame di realtà" di tipo esistenziale, ad ogni risveglio mattutino. Esattamente come il condizionamento mediatico, che ne è l'espressione sociale.

La cosa buffa è che proprio i più "adattati", cioè i privilegiati sociali, sono i più sensibili al richiamo dello "spirito", che infonde loro quella certezza tanto necessaria per equilibrare lo squilibrio interno che rispecchia lo squilibrio esterno del rapporto sociale dare/avere. E così ne trovate a frotte a messa, o incollati ai tiggì, o al bar a parlare di calcio.

Già Eraclito aveva ben individuato il fenomeno, chiamandoli dormienti da svegli, massa che non vede il logos che pure è in tutti.


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clausneghe
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Sandman.. E' vero quel che dici a proposito di animali..
C'è un proverbio che lo sintetizza meravigliosamente: Un Uomo senza soldi è come un Lupo senza denti. 😉 Ciao.


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Iacopo67
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ti copio incollo un collage di argomenti sui complotti.Non c'e' bisogno che dica chi lo ha scritto.

Grazie George. Si riconosce, l'ha scritto Mincuo, non l'avevo letto e lo trovo interessante. Penso anch'io esattamente la stessa cosa, sul tipo di manipolazione dell'informazione su internet.
Mi viene in mente David Icke, secondo me non è che sia uno strampalato, ma lo fà proprio apposta, senz'altro è pagato per questo, è come dice Mincuo, mescola volutamente stupidaggini come i rettiliani con argomenti reali e scomodi, così tutto diventa complottismo e nessuno ci crede.
Anche Zeitgeist fa parte dello stesso filone, perchè mescola alcune cose vere sulla moneta con altre cose del tutto campate per aria, specialmente tutta la prima parte sulle religioni, che infatti se ti documenti per conto tuo non trovi conferme.


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Iacopo67
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non credo che l'articolo sia stato scritto da un artigiano, è troppo professionale.

Non so se prenderlo come un complimento o meno.
Forse gli artigiani non sono tutti uguali, forse qualcuno di loro avrà anche studiato, e ogni tanto si metterà anche a leggere un libro, no ?


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Iacopo67
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numerose persone, non hanno voglia, non dico interesse, ma proprio voglia di sapere e informarsi...E non ne farei una questione di livello culturale, che ci potrebbe anche essere, ma penso sia una questione di come lavora il cervello.

E' così, Lupodeicieli, non hanno proprio interesse, zombie vetrificati come dice Clausneghe. Spesso è così, lo constato anch'io.
Per me deve essere qualcosa di genetico, il cervello specializzato a lavorare in una maniera differente, maniera poco influenzabile dall'apprendimento.
Credo che il disinteresse nasca dal non capirci nulla e non trovare appigli, e sentirsi spersi. Poi magari altre cose le sanno fare meglio loro, e infatti secondo me non sono stupidi, siamo solo diversi.

Conosco un anziano scultore che è un caso particolare.
Imbranato in disegno geometrico (che è una forma di ragionamento extra logico), ha una casa che gli è costata molto più di quello che vale per via dei continui rifacimenti e ripensamenti; diciamo che la razionalità, la logica, non sono il suo forte, pur eccellendo per altre cose.
In modo non dissimile da tanti artisti che conosco.
Però lui è l'unico che conosco di persona che dà credito all'informazione indipendente. Il denaro, gli ebrei, le multinazionali, Ezra Pound e tutto quanto.
Sapeva già anni fa che l'economia e la nostra civiltà sarebbero degenerate.
Mi parlava di queste cose quando ancora io non ne sapevo niente.
Ma lui per quale via si è convinto di queste cose ?
Se una certa capacità di usare il pensiero logico sembra un prerequisito importante, ma questo artista non ne sembra molto dotato, almeno questa è la mia sensazione, allora quale via potrebbe aver percorso ?
Parlando con lui ho saputo che suo padre era un partigiano, che è stato catturato e brutalmente torturato dai fascisti.
Un'esperienza drammatica che non stimola la fiducia nel prossimo, che probabilmente lo ha segnato, cosa che lui non nasconde, quando dice frasi tipo "Il peggior nemico dell'uomo, è l'uomo".
Se suo padre era un partigiano potrebbe essere stato lui a insegnare a suo figlio che la carta stampata, dominata dal fascismo, era piena di bugie.
E lo dice, questo scultore, "i giornalisti sono tutti dei servi", e una volta ha rifiutato un'intervista a un giornale, non ne vuole proprio sapere di interviste, "tanto se io dico una cosa poi loro ne scrivono un'altra", me lo diceva con astio, deve aver avuto qualche esperienza infelice su queste cose ma non mi ha mai spiegato meglio.
Quindi non è semplice il tutto, ma anche l'esperienza di vita conta, che casualmente può incanalarci nella giusta direzione per capire meglio qualcosa di come funziona questo mondo, anche se non siamo dotati dei migliori strumenti cognitivi.


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