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Se vuoi vivere...


GioCo
Noble Member
Registrato: 2 anni fa
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Noi pensiamo che questo sia in un certo senso "il migliore dei Mondi" o per lo meno un luogo dove puoi anche spassartela. Per anime abbastanza giovani è certamente così. Molte volte sono tornate nelle Lande solo per ricordare come si sta dall'altra parte. Un po' come un incubo ricorrente di cui non ti puoi liberare, peggio di Freddy Krueger, anche se per tua fortuna finché rimani identificato te lo dimentichi.

Molte volte le anime sono tornate ciclicamente ripromettendosi che sta volta... Vedete c'è un principio che governa ogni cosa ed è "il peso" che a me piace chiamare "carico". Parlarne significa "in automatico" non capire. Il mio demone però comanda ed io come al solito piego la testa ed eseguo quest'altro compito impossibile... Almeno ci provo.

Immaginate di essere dei bambini invitati a una meravigliosa festa in maschera, una specie di carnevale dove il fine dichiarato è il divertimento. Andate alla festa e iniziate a giocare insieme a un sacco di altri bambini, ma presto perdete il controllo di Voi e di quanto accade. Urla, corse sfrenate, cadute roccambolesce, risate ma anche pianti quando ci si fa male o si commette il male ovviamente "senza volere" pur volendo (cioè lo vuole un altra volontà che non faceva parte delle vostre intenzioni ordinarie). Poi la festa finisce, è ora di torare a casa, fare i compiti, lavarsi, mangiare e andare a letto e il desiderio di rimanere si fa Grande perché "dall'altra parte" manca tutto quello che è desiderabile.

Tutto !!!

Ora, quando mai si è visto un bambino "sereno" preoccuparsi di un altro bambino nel giocare ? Se accade, accade perché la serenità viene a mancare. Possiamo vederlo in condizioni disperate, magari perché l'altro è nostro fratello o è più piccolo. Di solito è più facile che ci siano "grandi litigate" e paradossalmente è un bene. Quando gli adulti intervengono, raramente lo fanno saggiamente (avendo contezza profonda delle dinamiche emotive in corso) tant'è che raramente la loro presenza è un bene, perché evitando il conflitto di fatto si potenzia in successiva battuta: devi capire fino in fondo (lasciando che i processi si completino) che la compartecipazione ha un prezzo che sta nell'equilibrio e ci vuole addestramento per capire noi stessi, i nostri limiti, la portata delle nostre intenzioni e l'ambiente dove ci troviamo. Ci vuole tempo per imparare a governare un potere così immenso come quello dell'attenzione. Soprattutto perché la Saggezza è sempre stata IL Bene (per antonomasia) ed oggi non è più nemmeno riconosciuta per il suo valore minimo ed anzi, sempre più spesso, è per noi il nostro "nemico n° 1". Non ci possono più essere dubbi in proposito a meno che non siamo arruolati (anche senza saperlo) tra le file dei camerieri di Moloch.

Un esempio piccolo piccolo. Prendiamo questa vicenda QUI in fondo marginale di cui siamo abbastanza certi e di cui siamo venuti a conoscenza. Come ho detto tante e tante volte, non conta l'entità (=quantità) e per certi versi nemmeno la "qualità" ma il "danno simbolico".

Già i profeti esortavano a non rifiutare mai l'acqua a chi ne ha bisogno: «Andando incontro agli assetati, portate acqua» (Is 21,14). Neanche se coloro che sono nell'indigenza fossero avversari e nemici: «Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, se ha sete, dagli acqua da bere» (Pr 25,21)

Dopo (paradossalmente) si può anche uccidere, ad esempio se si tratta del tuo nemico e se ti costringe perché altrimenti ucciderà te, ma per te dare quell'acqua ha un significato simbolico spaventoso, un segno che va ben oltre le apparenze. Esiste una Vita che non ha niente a che vedere con il contenitore biologico che è solo una macchina, perché quell'esistenza si estende ben oltre. Certo, il corpo è una macchina favolosamente complessa, ovviamente. Di una complessità oggi lontanissima anche solo dall'essere compresa intuitivamente perché sufficiente a "contenere" un anima con una emotività già molto evoluta e che ti porta su un altro piano e ti prepara all'ascesi. Meglio, essere Uomo ti offre questa opportunità ed è una sorta di "mezzo di transito" o di passaggio che potrebbe avere bisogno di molte reincarnazioni perché si arrivi a conteplarne i limiti che non sono quelli fisici, ma esotici (=esoterici). Si tratta di una "classe fenomenologica" di vissuti interiori straordinariamente più complessa di quella animale e ancora di più rispetto quella vegetale. Il confronto potrebbe essere quello tra un fiammifero e il Sole. Non c'è partita.

Ma puoi non rendertene conto o esserne spaventato (è coerente) e quindi desiderare di tornare animale. Non si può, non si torna mai indietro. Se hai un anima ancora giovane tendenzialmente sei più vicino alla bestia e meno all'ascensione. Come procede questa "evoluzione di classe superiore" ? Vivere nel corpo non è esattamente quello che noi intendiamo mentre ne facciamo esperienza. Esso crea in automatico una specie di proiezione, uno schermo interiore. L'immaginazione. Anche gli animali ne possiedono una e può anche essere più potente, come la vista o l'olfatto. Ma come tutto il resto non conta "la sensibilità" dell'organo, ad esempio le orecchie, così come (per confronto con i vegetali) non è la complessità del DNA che fa la differenza. La differenza è epigenetica ed è nella relazione con l'ambiente ma non per l'unità biologica, quando per ciò che "dall'interno" vi si rispecchia. L'unità biologica umana quindi è relativamente "più leggera", meno carica di informazioni che sono "più adatte" ad arricchirsi di significato, perché l'uomo prende "di più" il suo significato altrove rispetto la realtà ordinaria e sensibile. Quindi rispetto un animale cambia la complessità (=sofisticazione) percettiva/sensibile che diventa meno importante, meno stringente (e quindi meno "distraente" rispetto l'attività interiore) ma anche l'espressione genica che poggia di più sulla relazione con l'ambiente (=epigenetica Vs genetica). Aumentano i gradi di libertà che non sono più tridimensionali e con un tempo lineare unidirezionale, ma accedono ad altri piani percettivi di altri spazi fisici i quali consentono naturalmente di esprimere veggenza.

Cerchiamo di approfondire.

Un template è un concetto tecnico, più astratto rispetto un idea, che (in informatica) descrive un modulo che ti consente di modificare l'aspetto di un certo contenuto prefissato (vedi QUI ed esempi QUI). In termini esotici è qualcosa che somiglia alla "proiezione dell'anima identificata". Anima ha il potere di modificare il veicolo biologico quando vi si proietta, cambiando proprio l'aspetto (in tutta evidenza) e siccome potrebbe essere che un veicolo sia abitato da più anime, il contenuto (per esempio la dimensione soggettiva fatta di ricordi) rimane uguale ma (interiormente) cambia l'interpretazione di quanto accade, diciamo "il carattere". Se il grado di assunzione non è totale e quindi non perdiamo coscienza (come nel caso della personalità multipla) di quanto sta accadendo, la coscienza non è esclusa e quindi abbiamo come la sensazione "di non essere in noi" a fare quello che stiamo facendo e parimenti chi ci conosce "non ci riconosce". Accade un po' a tutti ed è pure abbastanza comune. Spesso si commettono le cose peggiori proprio in quei momenti e non a caso.

Per chi abita nel Mondo Bigio ed è "al piano terra", non dissimilmente dall'esempio del bambino alla festa, "divertirsi" potrebbe tradursi proprio nel commettere danni esagerando. Più l'anima giovane "esagera" e più si diverte. Per lei la Vita non è il contenitore, non diversamente da come per un attore interpretare un personaggio che muore, non lo intende "morire", ha proprio un altro significato. Il divertimento sta nel provare l'effetto emotivo che questo "esagerare" produce e spesso nel dare la morte si ottiene un effetto (emotivamente) massimizzato. Per ciò non soprende che poi fiorisca tutta una cultura dietro questo specifico evento.

Ma esiste un anima impersonale dietro quella identificata e proiettata nel corpo. Così come esiste un corpo sottile e uno psichico dietro quello fisico. Più il livello di coscienza si eleva verso l'impersonale, più il corpo greve tende a lasciare spazio a quello leggero e la manifestazione dell'anima ad avvicinarsi alla Saggezza. Con esso l'importanza di "fare festa" acquisisce altri significati, diciamo più vicini a quelli panteisti, più omnicomprensivi e quindi implicitamente più intensi e "carichi" di significato perché il carico si sposta da fuori e nel Mondo a dentro e in Noi.

Questo processo "di carico" è particolare ed è duplice. Quando ci lasciamo andare e più ci lasciamo andare all'esagerazione, più la possessione diventa facile e il tramite, il mediatore che ci possiede, tende a farci esagerare, cioè ci spinge sempre oltre il limite, ma sempre entro il recinto dello spazio ordinario, corporeo e fisico. Ci permette cioè di "rencerci conto" e questo accade quando subentra la calma interiore. Per esempio vogliamo "godere di più" (nel sesso) o "vincere di più" in prove di forza o di destrezza, fare "più giustizia" perché ce ne è sempre troppo poca, studiare o ricordare di più per essere accademicamente più preparati, scoprire più cose, vedere e provare più situazioni al limite, ad esempio lanciandoci con una tuta alare dalla cima di una montagna... Oppure provando un bel trip tipo la ayahuasca...

Quando si fa "ricerca spirituale" (=interiore) quella spinta (UNA e difficile da riconoscere) ci porta lontano dalla fisicità dell'esperienza che reincarnazione dopo reincarnazione inzia ad annoiare (perché sempre uguale a se stessa) però rimane "obbligatoria" e implicitamente identificante perché legata al corpo, per ciò inzia un lento processo di "distacco" dall'importanza dell'esperienza materiale mentre si affaccia un altra dimensione da esplorare più vicina al Sogno e di "livello superiore". Si accede alla via del perfezionamento che è possibile solo in un veicolo umano, cioè "perfetto" (per questo scopo).

Ci si accorge in fretta che in quel luogo l'emozione assume un ruolo centrale, perché è fisicamente la realtà che ci circonda e il suo controllo diventa imprescindibile per "Vivere" anche solo dignitosamente, ma più tentiamo di controllare "lo svarionamento" meno sembra che i nostri sforzi siano destinati a dare i frutti sperati. Non vogliamo arrabbiarci e ci arrabbiamo, non vogliamo odiare e ci scopriamo ad odiare persino noi stessi magari per non essere riuciti in qualcosa, di solito ca%%ate, non vogliamo combattere e fare del male e questo Mondo ci costringe a farlo ogni santo giorno anche solo per respirare. Subentra una specie di strano rifiuto per l'esistenza sensibile inizialmente incosciente. Per questo la stragrande maggioranza di tutti noi (per massima parte a livello incosciente) non vuole Vivere e cerca attiviamente di morire: è il riflesso del "rendersi conto" di quanto miserabile è il nostro residuo controllo di noi stessi.

In specie emotivo.

Vana però è la mia speranza che ci si possa "rendere conto" collettivamente di ciò di cui ciancio e quindi accettare questo stato di cose più generale. Questo corpo è immerso in un era in cui la coscienza per questi temi è ancora troppo acerba. Troppo. Per ciò mi limito a seguire quello che il mio demone detta, conscio dei miei limiti e provo a rimanere vigile per cogliere ogni più minuscolo bagliore che mi circonda. A volte persino tra i resti di un luogo come questo, teatro di feroci battaglie con secoli di saccheggi e l'imperio di avvoltoi asurti al rango (di facciata) divino: un buon osservatore trova sempre quello che cerca e in specie tra le cose più minute.

[to be continued...]


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