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Storia recente della Cina una volta comunista: la Rivoluzione Culturale


oriundo2006
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Posto un articolo, per i cultori âgée come lo sono io, della storia della Cina nell' interregno fra maoismo della rivoluzione culturale e normalizzazione denghiana:

https://www.academia.edu/109136917/La_rivoluzione_fallita_nel_50o_anniversario_della_rivoluzione_culturale_cinese?email_work_card=view-paper

E' interessante per capire, forse, che sotto la normalizzazione neocapitalista avviata oramai da decenni, antichi ma ancora vivi problemi sul ruolo del Partito, il suo rapporto con le Università, la questione di Taiwan come apripista di una 'normalizzazione' da dx poi sostanzialmente imitata, il ruolo del comunismo 'politico' per perseguire un indirizzo di pace e di sostegno alle nazioni non-sviluppate, l' identità infine storica e politica di questo grande paese compreso il lascito di Mao possano forse ancora costituire linfa politica vitale, ancorchè giacciano sotto le ceneri della società di massa e del vangelo dell'arricchimento individuale.

Vi sono aspetti sullo sfondo che possono essere di riferimento anche al nostro 'occidente': certe tendenze odierne USA costituiscono il 'rifiuto della civiltà' onnipresente in ogni società umana e mi sembrano, ancorchè molto inferiori, simili a certe 'spinte' che avvennero laggiù: e non è detto che non costituiscano un 'feedback' futuro.

Lo posto fra l'altro, per evitare che noi si abbia una posizione troppo 'sbilanciata' sulla direzione attuale della politica cinese e per capire che ogni tendenza verso l' 'occidentalismo' trova proprio nel passato recente, che costituisce una reviviscenza di quello antico, della nazione cinese ampi e cospicui anticorpi, per quanto contraddittori. La cesura con quell'epoca, la sua rimozione pesa probabilmente ancora molto ma non è stata dimenticata.

Lì fu lotta 'culturale' per riappropriarsi del movimento contro la fissità, contro il 'sistema economico' come unico metro di valore, fu lotta delle forze giovanili contro l'ossatura burocratica simil-confuciana di un un Partito sclerotizzato ed una società antica nelle campagne, rimasta estremamente autoritaria, 'paternalista'...E' stata lotta perdente ma necessaria per aprire un fronte rinnovatore in una società che si diceva socialista ma che lo era assai poco: da noi è liberista ma assai poco, anche qui, solo a vantaggio dei giganti economici.

Riportare ad oggi questa lotta 'culturale', come certe tendenze 'woke' vorrebbero, in assenza di un bagaglio politico adeguato e sopratutto in assenza di un modello credibile di 'riforma' ( oggi siamo a questo ) mi pare velleitario e tutto sommato inutile quando non ridicolo: ma indubbiamente gioca il peso della mia non più verde età nonchè il fatto di essere bianco, etero, eccetera eccetera !

A seguire quanto troverò di interessante.


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