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Assisi pace giusta e CGIL-"Cessate il fuoco" Ma sia chiaro, l' espressione "pace giusta" non è di Aldo Capitini


marcopa
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Questo mattina ho letto del corteo della CGIL per il cessate il fuoco ed ho inviato di getto questa email ad alcune mailing list pacifiste. Al momento non ci sono reazioni e probabilmente non ci saranno neppure nelle prossime ore.

Ma l' uso dell' aggettivo "giusta" per il termine "pace" significa che non sempre la pace è giusta e dovrebbe indicare che talvolta è giusta la guerra. Non mi sembra lo spirito di Capitini, dei suoi scritti e del suo pensiero. E CGIL e Tavola della pace Assisi qualche legame con gli eredi organizzati di Capitini l' hanno. Ed allora ognuno faccia quello che crede ma mi sembra utile dire che Aldo Capitini aveva idee più radicali sull' opposizione alla guerra,

e la cosa migliore sarebbe leggerlo, me compreso che ho letto poco i suoi libri.

Per chi non conoscesse per niente Aldo Capitini qualche nota biografica.

Capitini fu prima di tutto un antifascista. Perse il lavoro alla Normale di Pisa per non aver voluto la tessera fascista che Gentile, rettore della Normale, voleva imporgli. Pubblicò il suo primo libro per interessamento di Benedetto Croce a cui aveva dato alcuni suoi scritti. Fu un riferimento per molti giovani antifascisti,tra questi Bobbio, la Malfa, Ragghianti. Quando il movimento liberalsocialista aderì al partito di Azione ne uscì e continuò da solo le attività politiche e culturali. Fu arrestato due volte, ed uscì di prigione il 25 luglio 1943. E' conosciuto per aver ideato ed organizzato la prima marcia per la pace Perugia Assisi nel 1961, fondò poi il Movimento Nonviolento che lavorò all' inizio soprattutto per gli obiettori di coscenza al servizio militare di leva. Morì nel 1968.

 

Queste mie parole passeranno inosservate e ritenute sbagliate, fuori luogo, o non importanti.

Per me non lo sono. Chiamare un coordinamento pace giusta ha un significato, e chi è per l' opposizione integrale alla guerra  non dovrebbe condividerlo.

Marcopa

 

Scrivo di getto,e troppo velocemente, ma ritornerò sul tema.

Corteo ieri a Roma, il manifesto titola Assisi pace giusta e CGIL-Cessate il fuoco subito e stop spese militari

Io ci tengo a precisare e diffondere che l'espressione ""Pace giusta" non l' ho mai trovata in Aldo Capitini.

Che c' entra, direte voi.

Nell' articolo nessuna associa Pace giusta ad Aldo Capitini,

ma la CGIL fa parte della Rete Pace e Disarmo che ha, credo, la segreteria a Verona nella sede del Movimento Nonviolento, fondato da Capitini.

Nell' articolo è citato Flavio Lotti,, Tavola della pace, ma Lotti è della Tavola della pace di Assisi che organizza le marce Perugia Assisi, iniziate nal1961 su impulso di Aldo Capitini.

Invio subito questa email, e forse ci saranno anche errori di ortografia,

e la invio anche a Mao Valpiana, Daniele Taurino del Movimento Nonviolento e a Rocco Altieri del Centro Gandhi che magari mi indicheranno uno scritto di Capitini dove si parla di Pace giusta.

ne riparliamo

Marco Palombo

Centro Elementi di nonviolenza
Torrenova Roma

Questa argomento è stata modificata 3 mesi fa da marcopa

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marcopa
Illustrious Member
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https://www.youtube.com/watch?v=nO7-DiNRY_c

 

Guerini sulle parole del papa sull' Ucraina

 

"Serve pace giusta, no resa"

 

come vedete la parola "pace giusta" viene spesso usata per giustificare le guerre,

la Coalizione Assisi pace giusta è probabilmente relativa solo alla guerra di palestina,

 

ma non è indicato e serve, volontariamente o meno, a rendere familiare il concetto di "pace giusta" per tutte le guerre.

 

Capitini è un' altra cosa.

 

la marcia Perugia Assisi e il Movimento Nonviolento dovrebbero essere un' altra cosa.


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BrunoWald
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Le tue parole non passano affatto inosservate, e anzi mi offrono lo spunto per alcune considerazioni.

In primo luogo, il termine "pace giusta" può avere diversi significati, a seconda di chi ne fa uso e con quali sottintesi. Mi sembra di capire che voi fate della pace un assoluto, qualcosa di positivo a prescindere da ogni altra considerazione. Ed è comprensibile perché la guerra è tremenda. Ma la pace non è "assenza di combattimento": tanto è vero che Sun Tzu affermava che i più grandi generali sconfiggono il nemico senza combattere. La pace può essere soltanto "assenza di inimicizia", e questa è un'utopia nell'ambito della condizione umana. Persino Cristo diceva di non essere venuto a portare la pace, e che il suo regno non era di questo mondo.

Una "pace giusta" può essere soltanto quella che restaura l'armonia: per cui ad esempio la "pace" del 1945 era ingiusta, perché ci rendeva schiavi di una potenza straniera con la cooperazione (marginale) di quelli che tu definisci "giovani antifascisti", tipo La Malfa il quale si riuniva all'estero con inviati dell'OSS (mentre i suoi connazionali combattevano al fronte contro costoro) consigliando agli americani di intensificare i bombardamenti sulle città italiane per far cadere il regime fascista. Io lo definirei un'emerita merda, il La Malfa e i suoi amici, che in realtà lavoravano per la massoneria internazionale.

Ed ecco che dalla pace ingiusta del 1945, ogni singola istituzione dello stato italiano è diventata una mera cinghia di trasmissione della volontà dell'occupante: infatti trovo stupefacente che tu continui ancora a fare riferimento a entità come la CGIL, ma lasciamo perdere... Per questa gente senza onore e senza vergogna, la "pace giusta" è quella che risponde agli interessi dei loro padroni americani e sionisti. 

La "pace giusta" per costoro è quella in cui la Germania si lascia sabotare il NS2 senza fiatare. È quella in cui l'Italia si lascia svendere il suo patrimonio industriale con l'intermediazione di gente come Draghi e Prodi; è quella in cui i palestinesi muoiono, o si trasferiscono in qualche tendopoli nel deserto; è quella in cui la Russia permette alla NATO di arrivare fino a Mosca e installarvi qualche governo fantoccio privatizzatore, very jewish, gay friendly e gender fluid, nonché assolutamente pacifista, che permetta ai soliti noti di saccheggiare le materie prime dell'Artico e della Siberia.

In breve, per l'impero e i suoi servi, la "pace giusta" è un eufemismo per indicare la resa incondizionata (termine che ci evoca incancellabili memorie storiche). Ora, se io fossi russo, ad esempio, non credo che vorrei che il mio governo si arrendesse, per quanto tragiche possano essere le conseguenze di un conflitto. Un antico proverbio affermava che è preferibile morire che vivere da schiavi, e lo ritengo valido sia per i singoli che per i popoli.

 

PS: rileggendo l'ultima frase, ho pensato alle conseguenze di un conflitto generalizzato e per onestà non posso non ammettere che la prospettiva è intollerabile. Inoltre, pur riconoscendo le ragioni della Russia, non credo affatto alla buona fede del suo governo. È un problema troppo grande per chiunque, caro Marco: un problema che non si può risolvere rifugiandosi in utopie irenistiche, né soccombendo alla logica dell'apocalisse.

Questo post è stato modificato 3 mesi fa da BrunoWald

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BrunoWald
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Aggiungo un commento a partire dalla vicenda di Capitini, visto che l'hai citata.

Trovo incredibilmente stupida la pratica di imporre la tessera del PNF, in auge nel Ventennio, e mi sorprende che vi si prestasse anche un uomo del livello di Gentile. In pratica, si concedeva a cani e porci l'onore di indossare la Camicia Nera e il distintivo del partito, col risultato di riempirlo di opportunisti o comunque individui privi di salde convinzioni, che al momento della verità potevano soltanto risultare inutili o dannosi. Il diritto di appartenere al PNF avrebbe dovuto essere un privilegio, da conquistare sulla base di meriti personali indiscutibili: e questo, tra i tanti errori del Fascismo, fu uno dei più gravi e imperdonabili.

Ciò premesso, Capitini si dedicò fin dall'inizio a svolgere attività ostili al regime, e dunque il suo allontanamento dalla Normale era nell'ordine delle cose: o credi che nella vostra democratica Repubblica Italiana un docente o un funzionario apertamente fascista o nazionalsocialista sarebbe lasciato al suo posto? Tutto il mondo è paese: sarà ingiusto ma funziona così, per la semplice ragione che nessuna società può tollerare al suo interno chi la mette in discussione dalle fondamenta. La "tolleranza" ha dei limiti fisiologici.

Facciamo un esempio pratico: possono davvero coesistere pacificamente quelli che favoriscono l'immigrazione di massa dal terzo mondo, e coloro che la ritengono un crimine? I primi ritengono positivo che milioni di giovani in età militare, provenienti da aree del mondo violente e semi-selvagge, si riversino in paesi invecchiati e sempre più in crisi. A loro non importa che ciò condurrà inevitabilmente alla sostituzione etnica e alla sparizione delle nazioni europee, senza peraltro risolvere in alcun modo i problemi del terzo mondo, né gli importa che tutto ciò sia stato intenzionalmente promosso dalle centrali del capitalismo globale: per loro è giusto a prescindere, per motivi sostanzialmente ideologici. Mi pare evidente che una situazione del genere non possa che condurre a una guerra civile.

Tornando a Capitini, operò indisturbato per un decennio prima di essere arrestato, nel 1942, e venne liberato dopo pochi mesi: in piena guerra, mentre si giocava il destino dell'Italia, il Fascismo liberava i suoi nemici! Da non credere... È vero che lo arrestarono di nuovo l'anno seguente, ma arrivò vivo al 25 luglio, insieme a tantissimi altri che avrebbero dovuto essere eliminati almeno il 10 giugno 1940, se non prima. Non per odio, o per crudeltà (Capitini fra l'altro era forse una brava persona), ma per necessità. In questo mondo spietato, chi è clemente di solito vive abbastanza da pentirsene.

Del resto, i "combattenti della libertà" nel 1945 non sono andati certo per il sottile.

Questo post è stato modificato 3 mesi fa 2 volte da BrunoWald

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Detrollatore II
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Registrato: 2 anni fa
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Approfitto per fare una precisazione su quanto ha scritto BrunoWald in merito alla esigenza di proteggere il regime fascista allora e a quella di proteggere il regime attuale: mentre nel regime fascista e nazionalsocialista si proteggeva Dio patria famiglia infanzia, lavoro, donna, terza età, cultura, tessuto sociale, classi più disagiate ecc dagli oppositori comunisti, nel regime demoNcratico, globalista, sionista gli oppositori vengono eliminati (in vari modi) per proteggere i diritti di trans e LGBT, il femminismo che elimina la femminilità e la maternità, il padrone straniero e quello italiano, il demonio, le banche, i prodotti stranieri a scapito di quelli italiani, ecc ecc ecc dagli oppositori sovranisti (che sono i fascisti adattati ai nosti tempi). E allora, la repressione dei comunisti avveniva proprio per proteggere la società dalla degenerazione e dalle cospirazioni che potevano mettere in pericolo l'Italia, la sua cultura e gli interessi degli italiani. 

Quindi sbaglia chi pone sullo stesso piano la repressione fascista e quella comunista (o democratica). Il diavolo con l'acqua santa (mi perdonino questi slanci bigotti, gli allergici a Dio, che non mancano mai).

 


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