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Chiesti arresti domiciliari per Yurii, pacifista ucraino. La solidarietà dall' Italia


marcopa
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UCRAINA, LINEA DURA CON IL LEADER PACIFISTA YURII SHELIAZHENKO

DOPO IL BLITZ. Il procuratore chiede gli arresti domiciliari e il sequestro di computer, telefono e documenti. Ma l'accusa di «giustificare la guerra di aggressione russa» semplicemente non sta in piedi. Anche Pax Christi gli esprime solidarietà

 

il manifesto, 10 agosto,

di Mao Valpiana

Mano pesante contro il leader del Movimento pacifista ucraino, Yurii Sheliazhenko. Dopo il blitz condotto dai Servizi speciali ucraini che sono entrati a casa di Yurii sfondando la porta per una meticolosa perquisizione, ora il procuratore ha chiesto per lui gli arresti domiciliari ed il sequestro del computer, del telefono e dei documenti prelevati.

A seguito della convocazione e dell’interrogatorio, il giudice del Tribunale di Kiev si è riservato di prendere una decisione che comunicherà in una nuova udienza di convalida. L’accusa di «giustificare la guerra di aggressione russa» si basa su alcuni documenti resi pubblici dallo stesso Sheliazhenko, che li aveva mandati direttamente anche all’ufficio del presidente Zelensky, nei quali il Movimento pacifista ucraino prende posizione contro la mobilitazione obbligatoria e a favore dell’obiezione di coscienza. Come è evidente dalla lettura di tutti i testi, interviste e prese di posizione pubbliche di Yurii, non c’è mai nemmeno una parola a favore dell’invasione russa.

IL DOCUMENTO INCRIMINATO è l’Agenda di pace per l’Ucraina e per il mondo, che lo stesso Yurii lesse il 2 ottobre delle scorso anno sotto la statua di Gandhi, nel giardino botanico di Kiev, alla presenza di una delegazione italiana della carovana Stop The War Now, condotta dal Movimento nonviolento, Pax Christi e Un ponte per: «Noi condividiamo la posizione dell’Assemblea generale delle Nazioni unite che condanna l’aggressione russa, chiede un’immediata risoluzione pacifica del conflitto tra Russia e Ucraina e sottolinea che le parti in conflitto devono rispettare i diritti umani e il diritto umanitario internazionale».

A favore di Yurii si sta muovendo una vasta rete internazionale di solidarietà coordinata dalla Object War Campaign delle Ong pacifiste, e in Italia si regista anche la presa di posizione di Giovanni Ricchiuti, vescovo e presidente di Pax Christi: «Solidarizzo con Yurii Sheliazhenko; la pace non è un crimine e non può essere processata».

La Campagna italiana di obiezione alla guerra, promossa dal Movimento nonviolento, ha rafforzato i legami con il Movimento pacifista ucraino fin dal primo giorno della guerra, sostenendo finanziariamente le necessità organizzative e di comunicazione, e – proprio su richiesta di Yurii – soprattuto le spese legali per la difesa degli obiettori di coscienza. Ora Yurii Sheliazhenko, difensore dei diritti umani, deve difendere se stesso da un’accusa falsa e tutta ideologica, che contrasta evidentemente con la lettera della Costituzione ucraina «che prevede diritti e libertà dell’uomo all’articolo 3, lo Stato di diritto all’articolo 8, il divieto di basi militari straniere all’articolo 17, una politica estera pacifica all’articolo 18, l’uguaglianza a prescindere dalle convinzioni personali all’articolo 24, il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare all’articolo 35 e il divieto dell’incitamento alla guerra e all’ostilità all’articolo 37» afferma Yurii. Sono principi universali che valgono per tutti, o in tempo di guerra non valgono solo per i pacifisti?

L’incriminazione del volto noto del pacifismo ucraino sarebbe l’ennesimo colpo all’immagine di paese europeo che il governo di Kiev vuole accreditare all’estero. Se ci sarà rinvio a giudizio bisognerà pretendere un processo giusto, e c’è la disponibilità dell’avvocato Nicola Canestrini a garantire un osservatorio per il rispetto dei diritti dell’imputato; la Campagna di Obiezione alla guerra si assumerà le spese legali. "

Questa argomento è stata modificata 10 mesi fa da marcopa

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marcopa
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da www.azionenonviolenta.it  sito del Movimento Nonviolento

Pubblichiamo l’articolo a firma del presidente Mao Valpiana uscito su “Il Manifesto” il 5 agosto 2023 con il titolo “Amico di Putin. I servizi ucraini sfondano la porta del pacifista”. Le attività di informazione e il sostegno a Yurii Sheliazhenko sono svolte dal Movimento Nonviolento nell’ambito della Campagna di Obiezione alla Guerra, di cui è testimonial il fisico teorico Carlo Rovelli.

“No, non apro. Mostratemi il mandato. Chiamo la polizia e il mio avvocato”.

Così, Yurii Sheliazenko, leader del Movimento Pacifista Ucraino, ha reagito all’irruzione nella sua casa dei servizi di sicurezza, che alle 7 di mattina del 3 agosto volevano entrare per una perquisizione. Lui non ha aperto, ha mandato subito un allarme in diretta sui social, ha registrato l’evento. Gli agenti dei servizi segreti hanno sfondato la porta e sono entrati. Hanno messo a soqquadro la piccola casa, nella periferia di Kiev, hanno sequestrato il computer e documenti cartacei; Yurii ha dovuto subire una perquisizione al limite della legalità durante la quale gli hanno portato via con forza il cellulare Oikutel che aveva usato per registrare il rifiuto di identificazione da parte degli agenti. Dopo momenti concitati e un interrogatorio senza la presenza dell’avvocato, Yurii ha ricevuto dall’investigatore dell’SBU Novak un documento simile a una copia della sentenza del tribunale distrettuale di Pechersk del 5 luglio 2023, in cui, sulla base di congetture, si sostiene l’accusa che Yurii avrebbe pubblicamente appoggiato l’aggressione russa. Nel frattempo l’avvocato Oleg Veremiyenko ha raggiunto la casa di Yurii a perquisizione in corso. Uno dei documenti sequestrati è l’Agenda per la pace in Ucraina e nel mondo che lo stersso Yurii aveva letto a Kyiv, davanti alla statua di Gandhi, il 2 ottobre scorso, durante la carovana di Pace Stop The War Now, promossa da Movimento Nonviolento, Un Ponte Per e Pax Christi.

Il Movimento Pacifista Ucraino, guidato da Yurii, sezione dell’Internazionale dei Resistenti alla Guerra (WRI) e dell’Ufficio Europeo per l’Obiezione di Coscienza (EBCO-BEOC), non ha mai avuto alcuna ambiguità nel condannare la guerra, l’aggressione della Russia, l’espansione della Nato, e proporre soluzioni di pace, il cessate il fuoco, la via della diplomazia. Così come Yurii ha fatto pubblicamente il 10 e 11 giugno, al Vertice dei popoli di Vienna dove ha ribadito il supporto agli obiettori di coscienza ucraini, russi e bielorussi insieme a un’ampia delegazione italiana della coalizione Europe for Peace.

“Condannando l’aggressione russa, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha chiesto un’immediata risoluzione pacifica del conflitto tra Russia e Ucraina – si legge nel documento incriminato – e ha sottolineato che le parti in conflitto devono rispettare i diritti umani e il diritto umanitario internazionale. Condividiamo questa posizione”.  Nella stessa Agenda viene portata avanti la tesi della resistenza nonviolenta contro l’invasione: “Prima o poi, le parti si siederanno al tavolo dei negoziati. È sbagliato prendere le parti di uno qualsiasi degli eserciti in guerra, è necessario stare dalla parte della pace e della giustizia”.

Più volte Yurii ha ripetuto che la guerra di Putin è senza dubbio malvagia, ma durante i sette anni prima dell’invasione russa in Ucraina, sia i russi che gli ucraini hanno violato l’accordo di cessare il fuoco in Donbass, in cui migliaia di persone sono state uccise: “Alcuni dicono che è immorale smettere di armare l’Ucraina per l’autodifesa – ha dichiarato Yurii – ma io credo che sia immorale alimentare la guerra con la fornitura di armi. L’unica speranza di uscire dal circolo vizioso è imparare a resistere agli aggressori e ai tiranni senza violenza, senza riprodurre i loro metodi e la loro follia militarista. Putin ha aggredito militarmente, ma noi non possiamo agire come se la difesa nonviolenta e la diplomazia non esistessero”.

Il suo avvocato Oleg Verermiyenko ci fa sapere che qualsiasi aiuto in una situazione del genere è benvenuto e in particolare sarebbero utili lettere di supporto che forniscano prove sul carattere e l’impegno nonviolento di Yurii. La sua persecuzione avviene in un momento generale di accanimento in Europa contro le posizioni pacifiste con un aumento dei casi legali seguiti dalla Campagna di Obiezione alla Guerra, come quello della pasionaria nonviolenta Olga Karatch che rischia di vedersi rifiutato l’asilo politico in Lituania.

Dai un contributo alla Campagna di Obiezione alla guerra, con un libero versamento su Iban IT35 U 07601 11700 0000 18745455 per il sostegno ai movimenti nonviolenti in Russia, Bielorussia, Ucraina, e la difesa legale degli obiettori di coscienza di quei paesi. Grazie. Causale: “Campagna di Obiezione alla guerra del Movimento Nonviolento”


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marcopa
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(Pace) "Mi hanno considerato una minaccia alla sicurezza nazionale dell'Ucraina e mi vogliono processare". Il pacifista Yuri Sheliazhenko rilascia una intervista a Democracy Now!

 

Perché l'Ucraina sta perseguendo il pacifista Yurii Sheliazhenko per "giustificazione dell'aggressione russa"? L'intervista di Democracy Now al segretario del Movimento Pacifista Ucraino 
 
 
Yurii Sheliazhenko nell'intervista a Democracy Now parla dell'interrogatorio dei servizi segreti ucraini (SBU) a cui è stato sottoposto.
 
YURII SHELIAZHENKO: "Durante questo interrogatorio, l'investigatore mi ha fornito una copia della richiesta alla corte. Ha chiesto al tribunale di richiedermi gli arresti domiciliari. Ha rilasciato alcuni materiali divulgati, e devo dire che da questa pila di carte, vedo che, in effetti, la sorveglianza è iniziata un anno fa, ed è iniziata quando ho pubblicato, come difensore dei diritti umani, un documento di patrocinio a spese dello Stato intitolato "diritti umani all'obiezione di coscienza al servizio militare". E lo consideravano una minaccia alla sicurezza nazionale. Lo consideravano una minaccia alla mobilitazione per le forze armate dell'Ucraina. E hanno iniziato a sorvegliarmi".
 
Yurii Sheliazhenko continua così la sua dichiarazione: "Poi c'è stata "l'Agenda di pace per l'Ucraina e il mondo". Ho preparata questa dichiarazione sulla base dell'analisi scientifica dell'escalation del conflitto tra Russia e Ucraina, dal divorzio amichevole dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica all'aggressione russa e all'invasione su vasta scala. E questa dichiarazione richiede davvero un cessate il fuoco, colloqui di pace. Richiede un pensiero critico su qualsiasi immagine del nemico. Chiede la prevenzione delle violazioni dei diritti umani da parte delle forze armate. Inoltre, questa dichiarazione invita a proteggere il diritto di tutti a rifiutarsi di uccidere. E questa dichiarazione è stata adottata dalla riunione del Movimento pacifista ucraino nella Giornata internazionale della pace, il 21 settembre, l'anno scorso".
 
Yurii Sheliazhenko focalizza poi l'attenzione sulle responsabilità del governo, e in particolare del presidente Zelensky che è a capo dei servizi segreti. "L'Agenda di pace ho inviata a diversi funzionari, tra cui il presidente dell'Ucraina e il commissario parlamentare per i diritti umani. E sia l'Ufficio del Presidente che l'Ufficio del Commissario Parlamentare per i Diritti Umani, invece di considerare la dichiarazione nel merito, come dovrebbero fare tutte le istituzioni democratiche, i leader democratici, dare una risposta, l'hanno semplicemente inviata al Servizio di Sicurezza. E devo portare la vostra attenzione sul fatto che il servizio di sicurezza dell'Ucraina è direttamente subordinato al presidente dell'Ucraina, secondo la legge sul servizio di sicurezza. Quindi, quando l'ufficio del presidente, invece di prendere in considerazione l'appello, la petizione del popolo per discutere la possibilità di pace, per cercare soluzioni diplomatiche, per essere garante dei diritti umani, come dovrebbe essere il presidente dell'Ucraina, secondo la costituzione - invece di considerarlo, quando l'Ufficio del Presidente lo invia al Servizio di Sicurezza, tutto ciò sembra un coinvolgimento diretto del Presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky nell'organizzazione di repressioni politiche contro coloro che parlano per la paceÈ orribile ed è inappropriato nella società democratica".
 
Questa è la trascrizione "dal vivo" di una parte dell'intervista che continua in inglese su

https://www.democracynow.org/2023/8/10/yurii_sheliazhenko_charges&source=gmail&ust=1691840881872000&usg=AOvVaw0rmi8dgAf2bQCmY4Y2V6x Z"> https://www.democracynow.org/2023/8/10/yurii_sheliazhenko_charges  

 
Mentre Democracy Now intervistava Yurii Sheliazhenko, contemporaneamente dava informazione su un'azione dimostrativa contro le armi nucleari.
 
 

 


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sarah
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Post: 546
 

Chissà quante persone, immagino, in Ucraina la pensano come questo signore. Ma l' "umanità" dell'uomo deve rimanere nascosta, noi non dobbiamo sapere... Noi dobbiamo sapere che gli ucraini sostengono tutti allegramente il loro patriota in tuta mimetica, esultano festanti all'arrivo delle nostre sante armi mentre noi, con grande senso civico, ci battiamo per il climate change e abbiamo sconfitto la mortale epidemia offrendoci volenterosi a una sperimentazione di massa e sacrificando malati e anziani. Intanto gli stranieri che preferiscono il Belpaese per le loro vacanze è aumentato e il caldo di ferragosto è salvo. Va tutto benissimo, siamo i migliori dei migliori.


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